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Brandacujun: come lo stoccafisso del Nord diventa un piatto identitario del Ponente ligure


Il Brandacujun è uno di quei piatti che raccontano la Liguria meglio di tante definizioni. Dentro non c'è nulla di superfluo: stoccafisso, patate, aglio, prezzemolo e olio extravergine. Eppure basta portarlo in tavola per ritrovare un intero paesaggio fatto di porti, colline, dispense ben curate e gesti tramandati con naturalezza.

Nel Ponente ligure, soprattutto tra la Riviera e l'entroterra più vicino, il Brandacujun è ancora oggi una ricetta che profuma di cucina di casa. Ha il carattere dei piatti nati per essere sostanziosi e sinceri, ma anche quella finezza tutta ligure che sa tenere insieme mare e terra senza alzare mai la voce.


Un piatto nato dall'incontro tra viaggio e dispensa ligure


La sua storia parte da lontano, e in parte dal Nord. Lo stoccafisso, cioè il merluzzo essiccato all'aria e non salato, arriva infatti da rotte commerciali che per secoli hanno portato in Liguria ingredienti capaci di durare nel tempo. Nelle cucine liguri, abituate a lavorare con ingredienti semplici ma intelligenti, questo pesce ha trovato un terreno perfetto.

Nel Brandacujun, lo stoccafisso incontra la dispensa del Ponente: patate lessate, aglio, prezzemolo e soprattutto un olio extravergine delicato, capace di legare tutto senza coprire il gusto del pesce. E qui si vede bene il carattere della cucina ligure più autentica: pochi ingredienti, nessuna ridondanza, molto equilibrio.

Anche il nome racconta un gesto preciso. La parte iniziale viene normalmente ricondotta al verbo "brandare", cioè scuotere e muovere con energia la pentola mentre il composto si amalgama. Sulla seconda parte del nome, invece, convivono spiegazioni popolari diverse, e proprio per questo conviene non irrigidirla in un'unica versione certa. Più che l'etimologia perfetta, conta l'immagine che ci lascia: una pentola salda tra le mani, un movimento ritmico, il composto che diventa via via più morbido e omogeneo.


Perché il Brandacujun è così legato al Ponente


Tra Sanremo, l'Imperiese e alcuni borghi dell'entroterra, il Brandacujun è considerato uno dei piatti più rappresentativi del Ponente ligure. Non è una ricetta appariscente: non cerca l'effetto scenico, ma conquista con la sua consistenza e con il sapore netto degli ingredienti ben dosati.

È anche un piatto che spiega bene il carattere della cucina ligure occidentale. Da una parte c'è il mare, con lo stoccafisso entrato stabilmente nella tradizione; dall'altra c'è la terra, con patate, erbe aromatiche e olio extravergine. Il risultato non è una purea qualunque, ma una mantecatura rustica e insieme elegante, da servire calda o tiepida, magari con qualche crostone di pane.

In alcune versioni locali compaiono anche pinoli, poco limone o olive taggiasche. Sono varianti plausibili, presenti in diversi racconti gastronomici della regione. La base più stabile, però, resta essenziale: stoccafisso, patate, aglio, prezzemolo e abbondante olio.


Gli ingredienti del Brandacujun


Per 4 persone:

  • 1,2 kg di stoccafisso già ammollato

  • 1 kg di patate

  • 2 spicchi d'aglio

  • alcuni rametti di prezzemolo fresco

  • olio extravergine di oliva q.b., in quantità generosa

  • sale q.b.

  • poco pepe bianco o pepe nero macinato al momento

  • crostoni di pane, facoltativi, per servire


Se volete restare vicini al profilo aromatico del Ponente, scegliete un extravergine morbido e fine, capace di accompagnare il pesce senza sovrastarlo, come il nostro olio extravergine monocultivar Taggiasca. È il tipo di olio che dà rotondità al piatto e lo aiuta a diventare cremoso al punto giusto.


Procedimento: come si prepara il Brandacujun


1. Lessate stoccafisso e patate

Tagliate lo stoccafisso a pezzi e mettetelo in una pentola larga e bassa con acqua fredda leggermente salata. Portate lentamente a bollore. Quando l'acqua comincia a fremere, abbassate la fiamma e aggiungete le patate pelate e tagliate a metà.

Lasciate cuocere per circa 30 minuti, o comunque finché le patate saranno molto morbide e il pesce ben cotto.


2. Pulite il pesce e schiacciate le patate

Scolate tutto e lasciate intiepidire quel tanto che basta per lavorarlo senza difficoltà. Eliminate con cura pelle e lische dallo stoccafisso, poi sminuzzatelo con le dita in modo grossolano ma uniforme. Schiacciate intanto le patate con una forchetta o con uno schiacciapatate.


3. Preparate il condimento

Tritate finemente aglio e prezzemolo. Rimettete nella pentola il pesce e le patate, unite il trito aromatico, regolate di sale e aggiungete poco pepe. Cominciate poi a versare l'olio extravergine: non deve essere un'aggiunta timida, perché è proprio l'olio a dare al Brandacujun la sua consistenza avvolgente.


4. Brandate il composto

Coprite la pentola con il coperchio. Se serve, fermatelo con uno strofinaccio per tenerlo ben saldo. A questo punto cominciate a "brandare": muovete la pentola con gesto rotatorio e deciso, scuotendola ogni due o tre giri, in modo da far amalgamare gli ingredienti senza schiacciarli troppo con utensili aggressivi.

Continuate per alcuni minuti, finché il composto diventerà ben legato, morbido e omogeneo. Se vi sembra troppo asciutto, aggiungete ancora un filo d'olio. Se volete una consistenza più soffice, potete unire anche uno o due cucchiai dell'acqua di cottura tenuta da parte.


5. Servite

Portate il Brandacujun in tavola ben caldo o appena tiepido, completando con una macinata di pepe e un ultimo filo di olio extravergine. Accompagnato con crostoni di pane, diventa un piatto conviviale, da condividere senza fretta.


Consigli utili per un risultato più fedele


  • Usate stoccafisso, non baccalà, se volete restare vicini alla versione ligure più riconoscibile.

  • Non lesinate sull'olio: deve legare il pesce e le patate, non limitarsi a condirli in superficie.

  • Non frullate tutto. Il Brandacujun deve essere cremoso, ma non anonimo: una leggera grana rende il piatto più vivo.

  • Se vi piacciono le varianti locali, potete aggiungere alla fine qualche pinolo tostato oppure pochissime olive taggiasche tritate, ma solo senza snaturare l'equilibrio del piatto.


Un piatto semplice, ma con una sua profondità


Il bello del Brandacujun sta proprio qui: sembra una ricetta povera, e invece ha dentro secoli di scambi, adattamenti e gusto domestico. È un piatto che parla del mare del Nord e del Ponente ligure nello stesso boccone, della pazienza con cui si conserva un ingrediente e della sensibilità con cui lo si trasforma in qualcosa di caldo, morbido e condivisibile.

Se amate la cucina ligure che sa essere essenziale ma mai banale, il Brandacujun merita un posto speciale. E per prepararlo con il giusto equilibrio, vale sempre la pena partire da un olio delicato e territoriale, capace di accompagnare il pesce con discrezione e carattere. Se vi incuriosisce questo profilo aromatico, trovate qui anche la nostra storia dedicata alla Taggiasca e al suo olio, una delle chiavi più autentiche per capire i sapori del Ponente.

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